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martedì 31 gennaio 2017

Il rumore delle cose che iniziano - di Ragazza Arcobaleno



Titolo: Il rumore delle cose che iniziano
Autore: Evita Greco
Prezzo: 18,00€
E-book: 9,90€
Pubblicazione: Marzo 2016
Editore: Rizzoli
Pagine: 328
Categoria: Anima


TRAMA:
'Il modo in cui se ne vanno. Ada sembra non aver fatto altro nella vita: provare a fermare le persone che se ne vanno lontano da lei [...] Era il tipo di ragazza sempre disposta a fare un passo indietro rispetto al mondo. Le sembrava che la gente fosse costretta a guardarla, come se fosse sempre impalata in mezzo a una qualche corsia fondamentale, al centro di percorsi altrettanto fondamentali di cui lei non sapeva niente. Si sentiva d'intralcio. Per tutti. E per questo cercava il modo di occupare meno spazio che poteva. [...] "Se ne sta andando" risponde "se ne sta andando lontano da me". "Come fai a dirlo?" [...] "Lo so e basta. Lo so quando la gente se ne va lontano da me".

Dall'età di tre anni Ada è cresciuta con la nonna Teresa, perchè la mamma, senza dare tante spiegazioni, un giorno la lasciò da lei senza più dare sue notizie. Temeva che un giorno anche la nonna potesse abbandonarla dopo averla accompagnata all'asilo, così ogni mattina, lungo il tragitto da casa all'asilo, iniziava a sentire ogni tipo di dolore.

 "Vedi, Ada, prima o poi le cose devono iniziare. Sono come le strade. tu sei lì a pensare che una stia finendo, ma in realtà è un'altra che è appena cominciata". 

E' così che Teresa cerca di aiutare Ada a vincere la sua paura più grande, quella di essere appunto abbandonata. E in particolare le spiega che, per capire che qualcosa sta iniziando, non deve far altro che ascoltarne il rumore.
Non solo iniziò ad andare all'asilo, ma soprattutto "da allora, Ada aveva sempre avuto pazienza e, per distinguere le cose che finiscono da quelle che iniziano, aveva imparato a stare attenta. Aveva capito che le cose, quando finiscono, lo fanno in silenzio. Mentre quelle che iniziano fanno un rumore bellissimo".

Questo tema del rumore che fanno le cose che iniziano torna per tutto il romanzo, cominciando da questi ricordi legati al passato di Ada, per arrivare al suo presente in cui a 27 anni si trova in ospedale per nonna Teresa, ricoverata nel reparto oncologico, per un Linfoma Non Hodgkin.
In ospedale Ada conosce Matteo di cui poi si innamorerà, ma con lui vivrà una storia a metà perchè sempre sfuggente con lei e assente anche nel momento in cui Ada ne ha più bisogno, mentre la nonna sta morendo.
Sempre in ospedale conosce anche l'infermiera Giulia con cui subito nasce un'empatia e ad ogni sua fine turno si danno appuntamento sulle scale esterne del reparto, per confidarsi.
La loro amicizia viene però messa a dura prova da qualcosa che provoca dolore ad entrambe.


PERCHE' LO CONSIGLIO:



Ho scoperto questo libro per caso, a novembre, trovando su Facebook la pubblicità della presentazione in una libreria qui vicina. Non sapevo granchè sulla trama, ma il titolo, la copertina e il booktrailer mi avevano subito conquistata.
Solo durante la presentazione ho capito che in realtà non era stato un caso l'averlo scoperto.
L'ho letto dopo pochi giorni ed è stato subito amore: non solo è scorrevole e si fa quindi divorare senza problemi, ma ciò che ho amato di più è stata la delicatezza con cui Evita riesce ad affrontare temi così delicati.  
Da piccola le era stata diagnosticata la dislessia e così aveva deciso di leggere tanti libri e che ne avrebbe scritto almeno uno: 'Il rumore delle cose che iniziano' nasce proprio così e, pur essendo quindi un romanzo d'esordio, Evita in realtà ha molte, molte qualità in più rispetto agli esordienti standard.

Avendo vissuto a vent'anni, sulla mia pelle, la stessa malattia di nonna Teresa (senza però il 'non'), posso dire di essere rimasta piacevolmente stupita da come sia riuscita a descrivere precisamente ciò che quei reparti di ospedali rappresentano per chi li vive direttamente: ma con la delicatezza di cui parlavo prima, perchè non risulta un racconto pesante e angosciante. E il fatto che sia riuscita a descrivere tutto ciò con esattezza, è la prova della sua grande e rara sensibilità.

'Tutti, lì dentro, avevano e avrebbero avuto l'aria di chi ha sentito esplodere una bomba a pochi passi da sè, senza neanche averla vista arrivare. Di colpo tutto si era fatto scuro e pieno di fumo e, come nel peggiore degli incubi, nessuno aveva la forza di gridare. La bomba non li aveva uccisi, questo no. Ma da quel momento in poi sapevano cosa poteva piombargli addosso. E sapere cosa può piombarti addosso non è il genere di cosa che puoi cancellare dal tuo sguardo, neanche quando provi con tutto te stesso ad avere l'espressione che pensi debba avere uno che è sereno e che non vuole angosciarti con le sue paure.
Salutarsi, una volta che hai visto cosa può piombarti addosso, smette di essere qualcosa che puoi esprimere tramite le parole. Del resto, là dentro, è come se non si facesse altro che salutare. Non gli infermieri o i medici o chissà chi altro, ma proprio la vita, come era prima, come se ci fosse una grammatica creata apposta per i sopravvissuti'.

Personalmente non avevo mai letto libri che affrontano questo argomento, perchè per quanto ne parli tranquillamente senza problemi, cerco di evitare il discorso in un modo così diretto. Per cui per me è stato anche un mettermi alla prova e, anche se ci sono state delle parti commoventi, ciò che mi aveva fatta sentire 'protetta' da alcuni ricordi, è stato proprio il modo in cui Evita ne parla.

A parte questo, è un libro che va letto anche per il suo stile poetico che si nota soprattutto nella lettera che nonna Teresa lascia ad Ada, la parte che mi ha toccata di più perchè mi sento proprio come Ada, così come viene descritta attraverso le sue parole, in tutte quelle che ho citato finora, fino a quelle della lettera:
"La tua natura è buona, Ada, eppure è piena di malinconia. Vedi solo le cose che finiscono, mai quelle che iniziano. Un modo per porre rimedio a questo, la nonna te lo ha insegnato già. Presta attenzione ai rumori. Sforzati di credere che siano quelli delle cose che iniziano. Ma soprattutto, pensa che niente rimane mai come prima. Le cose cambiano, piccina mia, le cose cambiano sempre. E quando cambiano, tu non devi avere paura [...] Quando una cosa cambia, quella per te sarà la prima volta in cui la scopri. Non pensare alle cose vecchie. Non pensare che le cose passate siano sempre le ultime. Le cose cambiano anche quando non ti accorgi [...] Le devi guardare le cose, le devi guardare anche quando hai paura che cambino [...] Ci saranno dei momenti in cui ti sembrerà che niente abbia senso. Sarai arrabbiata, sarai triste[...] ma io ti prego di avere fiducia. Le cose brutte passano, piccina mia. Trovano un senso. Trovano un posto. Tu sei fatta delle cose belle, Ada. Non delle cose brutte". 
 Per tutto ciò, 'Il rumore delle cose che iniziano' è il libro a cui sono più legata e, visto il motivo per cui avevo deciso di creare questo blog, pensando e dedicandolo ad un target ben preciso, credo che noi che abbiamo sentito scoppiare la bomba a pochi passi, dovremmo seguire più di tutti il consiglio di nonna Teresa di prestare più attenzione al rumore delle cose che iniziano, piuttosto che a quelle che finiscono, senza mai perdere la fiducia nella vita che ci sta dando (o ci ha dato, come nel mio caso), una seconda possibilità di viverla. Per noi non può che essere il rumore della nuova vita che inizia dopo tutto ciò che abbiamo dovuto affrontare per arrivarci. Ed è per questo che per me il romanzo di Evita rientra nella categoria 'Anima'.


Approfitto per ringraziarla anche da qui per aver scritto questo libro, perchè come già le ho detto ieri su Facebook, soltanto negli ultimi tre giorni ho capito il senso delle sue parole: solo domenica, per la prima volta, ho provato direttamente cosa significhi sentire più il rumore di ciò che inizia, dopo che qualcos'altro è finito, rispetto invece (in effetti) al silenzio di ciò che era finito. Perchè fa più rumore ciò che inizia che ciò che finisce.

BOOKTRAILER:

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